Kosovo: una "guerra giusta" per uno Stato-mafia
1) FLASHBACK: IL NOSTRO UOMO, UN GUERRIERO DI DIO. Un informatore dei servizi segreti tedeschi era tra quelli che hanno tirato i fili del pogrom antiserbo in Kosovo nel 2004
2) Dichiarazione Di Costituzione Dell’ ASSEMBLEA PROVVISORIA DELLA PROVINCIA DEL KOSOVO METOHIJA
3) NEWS: Verso le "elezioni di novembre"... continuano gli attacchi terroristici sul territorio
4) Kosovo: U.S., NATO, Ex-KLA Troops Drill For Anti-Serb “Crowd Control”
5) Niente Miss Universo per la più bella del Kosovo. La Russia non riconosce il suo Paese
6) PIERRE PÉAN: KOSOVO : UNE GUERRE JUSTE POUR UN ETAT MAFIEUX
=== 1: FLASHBACK ===
[Der originaler Text:
Unser Mann, der Gotteskrieger
Ein BND-Informant gehörte zu den Rädelsführern der antiserbischen Pogrome im Kosovo.
Von Jürgen Elsässer - FreiTag, 26.11.2004
kann man an folgender URL lesen:
http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/4067 ]
FreiTag, 26.11.2004
Il nostro uomo, un guerriero di Dio
Un informatore del BND era tra quelli che hanno tirato i fili del pogrom antiserbo in Kosovo
di
Juergen Elsaesser
FreiTag, 26.11.2004
Il 17 e 18 marzo del 2004 si è verificato in Kosovo un pogrom in
piena regola contro i serbi ed altri non-albanesi, la peggiore esplosione di
violenza avvenuta dalla fine della guerra nell'estate del 1999. Ci sono state
19 persone uccise (in un primo momento si parlava perfino di 31 vittime) e
circa 1000 feriti, oltre a 30 monasteri/chiese ortodosse e 500 case serbe
demolite, e 4500 non-albanesi cacciati via.
La scorsa settimana sul notiziario ZDF-Heute [della seconda
rete televisiva tedesca, ndT] un agente al soldo dei servizi segreti tedeschi
(BND) ha ammesso di essere stato tra i principali artefici dell’”incendio” di
marzo [2004]. Si tratta di Samedin Xhezairi che nell’esercito clandestino
albanese UCK operava con il nome di battaglia “comandante Hodza”. L’uomo ha
combattuto nel 1999 nella 171.brigata dell’ UCK contro i serbi. Dopo che questa
guerra del 1999 con l’aiuto della NATO è stata vinta, Xhezairi ha passato la
frontiera ed ha preso parte nella primavera del 2001 alla 112. brigata
nell’insurrezione dell’UCK in Macedonia. Lì ha comandato un’unità composta da
altri stranieri, guerrieri di Dio, nella regione di Tetovo. Quando nel giugno
2001 quest’unità è stata accerchiata dall’esercito macedone vicino ad
Aracinovo, l'esercito degli USA l'ha sciolta. Con Xhezairi e i suoi mudjaheddin
si sono salvati altri 17 consiglieri militari statunitensi.
Xhezairi – come mostrano i documenti della NATO resi pubblici dalla ZDF - attualmente è coordinatore di una rete segreta composta da appartenenti del formalmente sciolto UCK che oggi operano nel Corpo di Protezione del Kosovo e nella Polizia kosovara, dunque nelle organizzazioni riconosciute dalla amministrazione ONU (UNMIK) e dalle truppe d’occupazione dirette dalla NATO (KFOR). Mediante questa rete è stato sobillato il pogrom di marzo. Xhezairi stesso ha dato ordini ai terroristi a Prizren e Urosevac. Ma la NATO sospetta allo stesso tempo che egli abbia buoni contatti con AlQaida e con Hezbollah.
Anche se le forze mercenarie di Pullach [sede del BND, ndT]
avrebbero agito nella sommossa antiserba senza consultarsi con i loro mandanti,
rimane però un'altra accusa, confermata da tre testimoni. Il BND avrebbe
sorvegliato le conversazioni telefoniche dell’uomo e perciò prima del pogrom
era a conoscenza del progetto. Perchè da Pullach non
hanno informato le truppe di protezione della KFOR in Kosovo o almeno il
contingente delle forze armate tedesche stanziato lì?
Forse perchè al governo federale tedesco sta bene se i serbi vengono cacciati
via e il nodo kosovaro si può così finalmente sciogliere, senza proteste da
parte di minoranze noiose, alla vecchia maniera tedesca – “la Serbia deve
morire“ [nell'originale:“Serbien muß sterbien” - lo slogan in rima forzata che
indicava l’intenzione delle forze occupanti austriache e tedesche nei confronti
della Serbia nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale, ndT]. Il ministro
della difesa Peter Struck si è già più volte espresso per una “soluzione della
questione dello status”, come se lo status della Provincia [di
Kosovo e Metohija] nella Risoluzione ONU 1244 non fosse già del tutto chiarito
– lì è attestata palesemente la sua appartenenza alla Serbia-Montenegro secondo
il diritto internazionale. L’amico di partito di Struck, il presidente del SPD
Franz Müntefering, a fine agosto 2004 ha preso posizione molto esplicitamente
“che il Kosovo è in grado di essere uno Stato indipendente”. Anche la attivista
per la politica estera della SPD Uta Zapf si è subito entusiasmata sulla
questione dell’”indipendenza kosovara”: “Un tale Stato sovrano sarà poi
incorporato nelle strutture europee”. La più insolente proposta è venuta dalla
FDP che ha caldeggiato l’annessione del Kosovo alla UE. Il territorio dovrebbe
essere ceduto all’”Europa” come “amministrazione fiduciaria”, è scritto nella
proposta che il deputato FDP Rainer Stinner ha lanciato nell’aprile 2004. “La
sovranità del Kosovo passerebbe poi all'Europa”. Stinner ha detto alla
redazione del portale internet german-foreign-policy.com che
dopo l’annessione “un capo europeo si occuperà della politica estera e di
difesa” del Kosovo. Questo lavoro potrebbe forse farlo l’eterno traffichino
Guido Westerwelle. O forse si dovrebbe lasciare la piccola repubblichetta
musulmana sotto la protezione della nuova nazione membro dell’UE, la Turchia?
Le proposte sono tante. Il fatto però è che i serbi danno ancora fastidio. Ma
per questo abbiamo gente come Xhezairi.
[trad. di M. Jovanovic Pisani, rev. di A.M. per CNJ-onlus]
=== 2 ===
(The following text, in english:
THE DECLARATION ON ESTABLISHMENT OF THЕ PROVISIONAL ASSEMBLY OF AUTONOMY PROVINCE OF KOSOVO AND METOHIJA
ZVECAN - 04. July 2013.
Dichiarazione Di Costituzione Dell’ Assemblea Provvisoria Della Provincia Del Kosovo Metohija
Scritto da Beoforum
Zvecan, Kosmet , 04 Luglio 2013
Noi, cittadini liberi e responsabili della Repubblica di Serbia,
Rappresentanti liberamente e legittimamente eletti dalla popolazione del Kosovo e Metohija, nell rispetto della Costituzione e delle leggi della Repubblica di Serbia – in qualità di membri delle assemblee municipali nella provincia autonoma del Kosovo e Metohija, che è parte della Repubblica unica e indivisibile di Serbia,
Riconoscendo il bisogno urgente e necessario, in maniera organizzata, di proteggere le nostre vite e famiglie, le nostre case e proprietà, gli altri diritti umani e le libertà fondamentali, la dignità di cittadini, l'identità e l'integrità, la cultura e la religione, il patrimonio culturale e storico, ecc ,
Rispettando la Costituzione e le leggi della Repubblica di Serbia e respingendo tutti gli atti illegali secessionisti,
Facendo riferimento alla Carta delle Nazioni Unite, dell'Atto finale di Helsinki e alla risoluzione ONU 1244 (1999),
Rifiutando la separazione proclamata dal movimento secessionista albanese, della Provincia Autonoma del Kosovo e Metohija dalla nostra Repubblica di Serbia, contro la nostra volontà democraticamente espressa, così come contro la Costituzione, in modo illegale e priva di significato,
Seguendo la volontà inequivocabile della popolazione dei comuni Kosovska Mitrovica, Zvecan, Zubin Potok e Leposavic, liberamente espresso con il referendum che si è tenuto il 15 febbraio 2012, di non-accettazione delle istituzioni della cosiddetta Repubblica del Kosovo,
Ricordando che la Costituzione della Repubblica di Serbia indica esplicitamente che la Provincia Autonoma del Kosovo e Metohija è parte integrante del territorio della Repubblica di Serbia, che ha una posizione di sostanziale autonomia all'interno dello stato sovrano della Serbia e da questa posizione il Kosovo e Metohija, segue la responsabilità costituzionale di tutti gli organi dello Stato per rappresentare e tutelare gli interessi statali della Serbia in Kosovo e Metohija, nelle sue relazioni politiche interne ed estere, come pure che la sovranità viene dalla popolazione e nessuno organo di stato, di gruppo o individuale può stabilire la sovranità della popolazione, o stabilirne il governo, trasgredendo la volontà liberamente espressa della popolazione,
Riguardo questo,
Rifacendosi alla Dichiarazione dell'Assemblea Nazionale del popolo serbo, tenutasi il 22 Aprile 2013, a Kosovska Mitrovica, che ha respinto il '" Primo accordo principale che regola la normalizzazione delle relazioni", che a Bruxelles il 19 aprile 2013, firmato dal Primo Ministro della Repubblica di Serbia, Ivica Dacic e dal "presidente del governo del Kosovo", Hashim Thaqi, in contrasto con la volontà del popolo serbo e della popolazione della Provincia Autonoma del Kosovo e Metohija, ed al rispetto della Costituzione e delle leggi della Repubblica di Serbia, in quanto è contro la Costituzione e contro le leggi della Repubblica di Serbia. I cittadini che sono fedeli alla Repubblica di Serbia, i comuni con maggioranza serba e tutte le altre istituzioni della Repubblica di Serbia in Kosovo e Metohija vengono abbandonate e spinte nel "sistema costituzionale e legale" non riconosciuto e illegalmente proclamato dalla cosiddetta Repubblica del Kosovo,
degli albanesi dal Kosovo e Metohija,
Resistendo a enormi pressioni e ogni tipo di ingiustizia,alla violenza legale e al dispotismo politico di persone potenti, ai i serbi e alla popolazione della Provincia Autonoma del Kosovo e Metohija, che rispettano la Costituzione e le leggi della Repubblica di Serbia e dell’auto-governo locale in cui vivono,vengono imposti un altro governo sovrano, un "quadro e istituzioni giuridiche" della cosiddetta autoproclamata ed illegale Repubblica del Kosovo,
Con la nostra libera volontà e con la decisione del popolo che rappresentiamo, ci siamo riuniti in Zvecan il 04. Luglio 2013, e secondo l'articolo 2 e 12 della Costituzione della Repubblica di Serbia e degli articoli 88 e 89, delle leggi sul autonomie locali, abbiamo istituito l'Assemblea provvisoria della Provincia Autonoma del Kosovo e Metohija, e deciso di adottare:
La dichiarazione di costituzione della Assemblea provvisoria della provincia di autonoma del Kosovo e Metohija
Stabilendo i seguenti Decreti generali
1. Che l’Assemblea provvisoria della Provincia Autonoma del Kosovo e Metohija (nel testo a seguire : Assemblea provvisoria) è l'organo rappresentativo della popolazione della Repubblica di Serbia nella Provincia Autonoma del Kosovo e Metohija, che rispetta Costituzione e le leggi della Repubblica di Serbia, e che il diritto di autonomia territoriale è affermato dentro la Costituzione e le leggi della Repubblica di Serbia.
Autorità
2. L’Assemblea provvisoria istituirà uno statuto provvisorio della Provincia Autonoma di Kosovo e Metohija, ed esso sussisterà, fino a quando non verrà stabilita una legge su una sostanziale autonomia della Provincia del Kosovo e Metohija in continuità con la Costituzione e le leggi della Repubblica di Serbia; ed esso disporrà temporaneamente l'esecuzione dei diritti sull’ autonomia territoriale.
Dopo l'emanazione di una legge su una sostanziale autonomia della Provincia Autonoma del Kosovo e Metohija, l’Assemblea provvisoria emetterà uno Statuto di Autonomia della Provincia del Kosovo e Metohija e altri atti generali (decisioni), in cui i diritti in materia di autonomia territoriale saranno coordinati con questa legge.
Composizione ed organi dell'Assemblea provvisoria
3. L’Assemblea provvisoria sarà composta da ____ membri-delegati che devono essere eletti dai membri dei consigli dei Comuni del territorio di Kosovo e Metohija.
4. Il mandato di membro-delegato dell'Assemblea provvisoria durerà fino alla elezione della prima composizione dell'Assemblea della Provincia Autonoma del Kosovo e Metohija ed al massimo potrà essere di quattro anni dal giorno della costituzione dell'Assemblea provvisoria.
5. Ogni Comune, firmatario del documento circa l'istituzione dell’Assemblea provvisoria ha almeno 5 (cinque) membri delegati nell’ Assemblea provvisoria. L'atto di costituzione può essere ulteriormente sottoscritto da un gruppo di cinque o più Associazioni registrate di sfollati provenienti dal Kosovo e Metohija, che guadagnano il diritto a 5 (cinque) membri nell’Assemblea provvisoria.
6. L’Assemblea Provvisoria ha il Presidente, il Vice Presidente, una Segreteria e gruppi di lavoro.
Sessioni dell'Assemblea provvisoria e il modo di lavoro
7. L’Assemblea provvisoria è pubblica.
8. L’Assemblea provvisoria si riunirà in due sessioni annuali regolari e straordinarie se sarà ritenuto necessario.
9. L’Assemblea provvisoria emetterà una Direttiva di Procedure che in dettaglio disporranno le regole e le modalità di lavoro.
10. Tutte le altre questioni saranno regolate con i documenti dell’’Assemblea provvisoria.
Zvecan, 17 Luglio 2013
Attuali Membri dell'Assemblea Provvisoria della Provincia Autonoma del Kosovo and Metohija
Municipalità di Kosovska Mitrovica
Municipalità di Zvecan
Municipalità di Leposavic
Municipalità di Zubin Potok
Municipalità di Pec
Città di Pristina (Gracanica)
Municipalità di Novo Brdo
Altre…
Da Beoforum – Traduzione di Enrico Vigna per Forum Belgrado Italia
=== 3 ===
VIDEO: RTS - Novembarski "lokalni izbori" na Kosovu i
Metohiji - 07.10.2013
http://www.youtube.com/watch?v=AdwYP9Cj3kc
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da www.glassrbije.org/ italiano
Nuova esplosione a Kosovska Mitrovica
19. 10. 2013. -
Dopo la mezzanotte a Kosovska Mitrovica settentrionale le persone ignote hanno gettato la bomba sulla terrazza dell’appartamento di Ninoslav Djeric, il candidato della lista Iniziativa civica serba a Mitrovica. Nel momento dell’esplosione, nella quale nessuno è stato ferito, Djeric si trovava nel suo appartamento con la consorte e figlia. Nelle ultime 24 ore questo è il secondo incidente dinamitardo a Kosovska Mitrovica settentrionale. Nella deflagrazione di ieri mattina sono stati dannneggiati alcuni uffici. La direttrice dell’Ufficio dell’amministrazione a Mitrovica Adriana Hodzic, candidato sindaco di Mitrovica alle elezioni amministrative del 3 novembre, ha detto che nel mirino degli attacchi dinamitardi si trovano le persone che fanno parte del processo elettorale a Mitrovica.
Vulin: traguardo degli attacchi è che serbi abbandonino Kosovo
19. 10. 2013.
Il Ministro senza portafoglio per il Kosovo Aleksandar Vulin ha condannato l’attacco contro l’appartamento di Ninoslav Djeric, il quale è il candidato della lista Iniziativa civica serba a Mitrovica settentrionale. Egli ha detto che lo scopo di quell’attacco è che tutti i serbi abbandonino il territorio del Kosovo. L’ultimo attacco dinamitardo contro il candidatro dell’Iniziativa civica serba a Kosovska Mitrovica merita soltanto disprezzo e condanna. L’uomo che l’ha compiuto ha soltanto uno scopo, che i serbi non vivano in Kosovo e che le pulizie etniche organizzate dai terroristi albanesi siano portate e termine dalla mano serba, ha dichiarato Vulin all’agenzia Tanjug.
Dacic: nell’interesse dei serbi kosovari è che partecipino alle elezioni in Kosovo
19. 10. 2013. -
Il premier serbo Ivica Dacic ha invitato oggi i serbi kosovari a votare alle elezioni amministrative del 3 novembre per le forze politiche che condurranno la politica della Belgrado ufficiale. Queste forze avranno la capacità di difendere gli interessi dello Stato serbo. Per ogni serbo la visita in Kosovo rappresenta un viaggio religioso, ha detto Dacic rivolgendosi ai cittadini che si sono radunati nel cortile del monastero Gracanica. Le autorità di Pristina non dovrebbero opporsi alla partecipazione di Belgrado alle elezioni in Kosovo, perché i serbi che vivono sul suo territorio sanno che l’unico garante che i loro diritti saranno rispettati è l’aiuto di Belgrado e la collaborazione con le sue autorità. Pristina non ha vietato le visite ai rappresentanti politici che consigliano alla popolazione serba di non presentarsi alle urne, e di collaborare con le sue autorità. Dobbiamo prendere il potere nelle nostre mani e usarlo per la relizzazione dei nostri interessi, ha dichiarato Dacic. Egli ha invitato i rappresentanti politici dei serbi kosovari a non litigare e a cercare le soluzioni che rafforzeranno l’unità del popolo serbo.
=== 4 ===
Kosovo: U.S., NATO, Ex-KLA Troops Drill For Anti-Serb “Crowd Control”
United States European Command
October 24, 2013
525 BfSB and multinational soldiers test
readiness at Silver Saber
U.S. Army Staff Sgt. Cody Harding 4th Public Affairs Detachment
CAMP VRELO, Kosovo: U.S. soldiers from Company C, 1st Squadron, 38th Cavalry Regiment, quickly unload their helicopters and with shields and batons in hand, rush towards their staging area.
Just up the road, members from the Kosovo Police and the European Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX) are attempting to calm a growing group of demonstrators. The crowd is becoming increasingly violent and EULEX’s capabilities to disperse the crowd are quickly exceeded.
To help control the escalating situation, EULEX requests assistance from Kosovo Forces and the U.S. soldiers waiting up the road quickly move forward to conduct a relief-in-place with their EULEX counterparts.
Thankfully, the demonstrators here are simply role-players for a training exercise called Silver Saber held at Camp Vrelo Oct. 16. Members from the Kosovo Police, EULEX and KFOR took part in the three-day exercise to help improve the coordination between the different security elements in Kosovo and to test their crowd and riot control capabilities.
The soldiers from the 525th Battlefield Surveillance Brigade make up part of KFOR’s Multinational Battle Group-East: a multinational task force made up of soldiers from nine different countries as well as National Guardsmen from five states.
Silver Saber brought a number of these KFOR soldiers together with their Kosovo Police and EULEX counterparts to train on crowd and riot control, relieving a multinational unit currently engaged in CRC, breaching various obstacles and medically evacuating a casualty.
U.S. Army Col. David Woods, the MNBG-E and 525th BfSB commander, said this exercise was important because it gave KFOR, who operates as a third responder, the opportunity to work with the other security elements in Kosovo.
“We [KFOR] are in a role as a third responder – and that’s not typical for us,” said Woods, a Denbo, Pa., native. “We are typically the lead and that’s hard for us sometimes to wrap our heads around.”
U.S. Army Staff Sgt. Robert Musil, the noncommisioned officer in charge for Detachment 3, Company C, 1st Squadron, 38th Cavalry Regiment, said another challenge the U.S. soldiers faced was their inexperience in performing CRC as a part of peace support operations.
“Nine months ago, none of us had done anything like this [CRC] before,” said Musil, a Chicago native. “We’re traditionally a light infantry or recon element, so CRC isn’t something we’re used to.”
…
To help learn escalation the soldiers from the 525th BfSB leveraged the experience and expertise of their multinational partners.
The 525th BfSB soldiers hit the halfway point for their deployment right before Silver Saber, and Woods said he has seen a considerable amount of development within the battle group.
“Our formation has grown significantly,” said Woods. “I’m confident that we are more than prepared and resourced to deal with any circumstance or any situation that presents itself in Kosovo.”
=== 5 ===
Niente
Miss Universo per la più bella del Kosovo
La Russia non riconosce il suo Paese
Il
concorso si svolge a Mosca: per solidarietà alla Serbia
gli organizzatori hanno detto no a Mirjeta Shala
PRISTINA – La kosovara, niet: in naftalina l’abito con lo strascico, niente scarpina di cristallo, per non parlare del principe azzurro… La favola di mezzanotte di Mirjeta Shala, 19 anni, cenerentola albanese del piccolo villaggio di Vucitrin che sta sulla strada fra Pristina e la Serbia, è già finita prima ancora di cominciare. Al gran ballo moscovita di Miss Universo, il prossimo 9 novembre, lei non ci sarà. E non perché non abbia le misure giuste, anzi: 1,83 d’altezza, gran fisico, volto da modella, ha già avuto più d’una copertina. Il punto è che Mirjeta l’estate scorsa è stata eletta Miss Kosovo e la finalissima del concorso di bellezza, per la prima volta, quest’anno si terrà in Russia: uno dei Paesi che non vogliono riconoscere l’indipendenza dell’ultimo nato degli Stati europei, proclamata cinque anni fa. Il presidente russo Vladimir Putin, grande fratello dei Balcani, grande amico della Serbia e soprattutto storico sostenitore delle pretese di Belgrado sul Kosovo, è stato invitato come ospite d’onore alla serata di Mosca. Sarebbe stato proprio lo staff del Cremlino a porre il veto al miliardario americano Donald Trump, che da quasi vent’anni organizza la passerella delle bellezze universali: troppo imbarazzante dover applaudire la rappresentante d’una nazione che, per la Russia, nemmeno esiste.
DON’T CRY FOR ME, ALBANIA - Ci sta piangendo ancora, Mirjeta. E non le importa che le abbiano promesso d’ammetterla d’ufficio all’edizione dell’anno prossimo. O che la manderanno a Miss Mondo. O che pure Miss Albania, Fiorabla Dizdari, per solidarietà etnica si sia ritirata dalla competizione. Il motivo ufficiale, «non ci sono le garanzie necessarie di sicurezza», nasconde (male) una battaglia geopolitica che non risparmia nemmeno le reginette di bellezza: dagli Usa all’Italia, passando per Tonga e le Isole Vergini, sono 106 i governi di tutto il mondo che riconoscono il Kosovo, ma cinque Stati dell’Ue (come la Spagna) e potenze influenti (dalla Cina alla Russia, dal Vaticano a Israele) ancora non accettano l’indipendenza dalla Serbia. La decisione degli organizzatori è irrevocabile e basta andare sul sito di Miss Universo per vedere come l’Albania e il Kosovo, in bella vista nell’edizione 2012, siano spariti dall’elenco partecipanti 2013. La stampa di Pristina ci rimane male: il giornale Koha Ditore ricorda come le Miss Kosovo degli ultimi cinque anni abbiano dato lustro al concorso, una sia arrivata nella top 10 finale, un’altra fra le prime sedici, mentre Aferdita Dreshaj (2011) ha conquistato i titoli del gossip pubblicizzando bene il suo flirt con l’attore Leonardo Di Caprio.
PROTESTANO ANCHE I GAY - Le critiche più roventi sono rivolte però agli americani, padrini storici d’un concorso che sopravvive a più di sessant’anni di storia, raggiunge 600 milioni di telespettatori e va ora alla ricerca di ricchi mercati all’Est. Pristina è l’unico posto al mondo che abbia dedicato un viale e una statua a Bill Clinton, il presidente che nel 1999 bombardò Belgrado e sostenne l’Esercito di liberazione kosovaro. E Donald Trump, che in passato non ha nascosto le sue velleità politiche, prospettando anche una candidatura alla Casa Bianca, ora in Kosovo è quasi più detestato di Putin. Le tv gli rinfacciano l’incoerenza tra quest’attenzione per l’uomo forte di Mosca e l’epoca invece in cui proponeva il boicottaggio economico della Cina comunista, «da trattare come un nemico». Nasce male, la trasferta moscovita dell’uomo che Forbes incorona fra i 300 più ricchi del mondo: la scelta d’invitare Putin al gran ballo delle miss è stata criticata anche dalle associazioni mondiali per i diritti Lgbt. «Trump s’inchina allo Zar dell’omofobia», è il titolo d’un appello che gira sul web. «In Russia c’è qualcosa di peggio d’essere attivisti di Greenpeace», ironizzava giorni fa la vignetta d’un giornale canadese, Le Droit, riferendosi ai recenti arresti degli ecologisti: «È peggio essere gay». La sera del 9 novembre, chissà, omosex, ambientalisti e kosovari potrebbero trovarsi a contestare tutt’insieme.
25 ottobre 2013
Francesco Battistini
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Pierre Péan
Kosovo : Une guerre juste pour un Etat mafieux
Ed. Fayard, 2013
458 pagine / ISBN-10: 2213651353 / ISBN-13: 978-2213651354
http://www.amazon.it/Kosovo-guerre-juste-pour-mafieux/dp/2213651353
La première guerre de l'OTAN a été menée au nom des droits de l'homme : frapper fort pour "prévenir un génocide" et stopper les troupes serbes menaçant des populations civiles. Elle était pourtant illégale. Pendant 78 jours, au printemps 1999, l'Alliance emmenée par les États-Unis a bombardé la Serbie, y compris le Kosovo, alors sa province, avec le soutien enthousiaste de la plupart des intellectuels et médias français. La même Alliance, soutenue par l'Europe, a détaché de la Serbie le Kosovo pour en faire, en 2008, un nouvel État qu'elle a adoubé. Quatorze ans après, où en est le Kosovo "démocratique" et "pluri-ethnique" ? Voici un droit de suite - un de plus - dont nous avons été privés. En dépit de ses déclarations d'autosatisfaction, la communauté internationale a failli. Une véritable purification ethnique a débarrassé le Kosovo d'une grande partie de ses minorités (en premier lieu, serbes et roms), au lendemain de l'intervention de l'OTAN et en 2004. Au centre des trafics dans les Balkans, le nouvel Etat est dirigé par les leaders issus des rangs de l'UÇK, l'ancien mouvement indépendantiste armé, hier encore présentés comme les "combattants de la liberté", et aujourd'hui connus pour leurs liens avec le crime organisé. Pierre Péan démontre la terrible duplicité de la communauté internationale, États-Unis en tête. Tous, Américains, Britanniques, Français et Allemands, savaient parfaitement à qui ils avaient affaire ; leurs services ont souvent appuyé ou formé militairement plusieurs des leaders de l'UÇK. L'auteur révèle que la France mena de facto une politique à double face pendant et aussitôt après la guerre. Depuis, ni Washington ni Paris n'ont jamais voulu désavouer leurs anciens protégés. Même la justice internationale et l'ONU ont été entravées. Voilà comment un effrayant trafic d'organes, mis au jour dès 2003 par des membres de la Mission d'administration du Kosovo de l'ONU, a été étouffé pendant sept ans. Pourtant, le constat, effroyable, des exactions et crimes commis ou couverts par le nouveau régime est abondamment documenté par nombreux enquêteurs internationaux, magistrats et agents de services de renseignement présents sur le terrain. Pierre Péan est allé à la rencontre de ces victimes ignorées par l'opinion internationale. Ce livre lève un coin du voile.
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ENTRETIENS:
FRANCE 24
EUROPE1
CRITIQUES:
<< Pierre Péan et le Kosovo : une « enquête » bâclée pour un livre raté >>
Les lobbystes anti-serbes de France en colère contre le livre-enquête qui démontre comment l’Europe a construit un Etat mafieux par les mediamensonges et la violence des bombardements et de l'occupation militaire
http://balkans.courriers.info/article22768.html
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http://media.unmikonline.org/?p=22981
Interview with author Pierre Pean (Politika)
By OSPI-m / August 12, 2013 / No Comments
Interview: Pierre Pean, author of the book “Kosovo: the ‘just’ war for mafia state”
Fourteen years after NATO bombed Yugoslavia, French journalist Pierre Pean investigates the background of the conflict, with particular interest in France’s role in it. For a good part of his, life this journalist was dedicated to uncover the background of the French military and political engagement in the world. He is of those intellectuals who are not afraid to challenge the dominant political vision. Therefore, his books often cause a national controversy, such as the book “The World according to K”, about Bernard Kouchner, former French minister and administrator of Kosovo and Bernard-Henri Levy, the loudest advocate of this vision, on the French political scene.
Intrigued by what he discovered while working on a book about Kouchner, about the media manipulation as one of the ‘main weapons’ in the wars in the former Yugoslavia, Pean decided to write a book on Kosovo, in which he spares no one, neither the media nor media intellectuals, even “experts” for Balkans such as Jacques Rupnik, or state leaders.
“Today’s wars are possible due to the support of public opinion. It was necessary, therefore, to “work” on public opinion, which required forgetting the role of Serbia in the First and Second World Wars. An analogy with II World War was made where Serbs became Nazis, Milosevic new Hitler, and those who fight against them had the same name as in the Second World War – Allied forces.”
It was not easy because the Serbs were on the side of those who fought against the Nazis. Being able to convert the Ustasa descendants in freedom fighters – requested a real work.
How did France forget the part of our joint history-based on alliance, friendship, the fight for the same goal?
This, of course, is very sad. That is the simple fact that people do not know their history. A public opinion was created by famous persons, which referred to the great topics, like human rights. Human rights are both, the best and worst thing. Who in the world can accept that one nation, one country, genocide people? No one, of course. Influential people such as Bernard-Henri Levy from France immediately stood up to say that the massacre and genocide are ongoing. People accepted it without reservation; all but few, who knew the history and who were dealing with it.
It is always the same group of people like Bernard-Henri Levy (BHL), (Andre) Glucksmann … I saw how they did it in Africa. I worked a lot in Rwanda and the parallels are obvious. They made from Tutsis good, and from Hutu genocidal people. The principle is the same. All these influential voices that are in harmony with Washington, in the end won.
What is the role of France in this conflict?
One of the key reasons why France joined the conflict in Kosovo is that at that time France began to integrate into NATO and led the negotiations to gain command of the entire Mediterranean basin, from Naples. The book shows that it is primarily a war of Madeleine Albright. She decided to go to war in the spring of 1998, perhaps even earlier. At the beginning, on the French side was resistance, but it did not last for a long time. An example of the war in Kosovo showed weak maneuver of countries like France, compared to the United States, despite all the speeches and linguistic acrobatics of politicians aimed to show that they are independent.
It is a period of increased abandoning De Gaullist vision, and with it the principles of state sovereignty and national independence, in which France turns towards pro-Atlantic vision. The supporters of the war were those who were pro-Atlantic oriented, and they were on the left and on the right. We wanted to be in NATO and Kosovo was very important for the survival of this military alliance, the existence of which no longer had an excuse, after the fall of the Berlin Wall. On Kosovo, NATO has completely changed the nature and from the shield turned into a sword, from a defensive role moved to the attack. France entered the war because of international politics, but I have tried to show that its soldiers did not forget the history, that the Serbs were historical allies of France.
Members of the intelligence service (DGSE), however, were opposed …
There was the division within the Ministry of Defense into those who were for the KLA – the then defense minister Alain Richard (who is just appointed as the “economic diplomat” with the Balkan countries – prim. reporter), along with members of the secret services, led by General Rondo, while the Supreme Command was against it.
UN Resolution 1244 does not provide independence and requires that military forces in Kosovo are impartial, and preserve the peace. However, we see that each party has a different interpretation of the resolution. French soldiers had completely different instructions from the Anglo-Saxon soldiers. Immediately after Kumanovo Agreement, Brigade unit “Leclerc” on several occasions was found at ‘gunpoint’ of British SAS, who was with KLA. Based on the testimony of French soldiers, in regards to the British troop’s behavior, I could reconstruct certain events in which it is clear that the Americans and Brits completely sided with the KLA and Resolution 1244 didn’t interest them, at all. I cited specific examples where the poor people asked Anglo-Saxon a KFOR to protect them, and they left them to be massacred. Nothing has been done to prevent massacres and crimes, and nothing was done to find the culprits.
All the contradictions of the war broke to the surface, which eventually led to the situation where French soldiers fired in self-defense to those who were trained by members of the French secret service. It is totally incomprehensible and shows all the duplicity of this war and the decision to participate in it. France is the country where mentioned duplicity, was mostly expressed.
Chirac said he was able to protect civilians…
Chirac believed that he had more independence in decision-making than it was actually the case. The two main actors of intelligence that I met, Arno Danzan and Pierre-Antoine Lorenzi, say the opposite. They claim that they are deciding which targets will be attacked. They suggest NATO which targets to bomb.
At that time, the two agents were very young. Danzan was close to thirty…
Very young.
And very warlike?
Very warlike. They wanted to bring Serbia to its knees. From the moment when it was clear that the politicians gave the green light for war, the intelligence requested to make contact with Thaci and other KLA members. There was the belief that France was late after the Americans.
This contact was established during the Rambouillet conference?
That was the beginning. Danzan and Lorenzi were in charged for it.
From that moment did the French intelligence service support the KLA, logistically and militarily?
Yes, they train Thaci’s guard, jointly organize operations, with the prospect to make Thaci the main leader of future Kosovo. These operations about Thaci took place during and after the bombing.
Danzan is today one of the deputies in the European Parliament …
Yes and he is performing an important job, he is in charged for the Board for the security and defense of the European Parliament (within the Foreign Affairs Committee of the European Parliament). Danzan very angrily confronted Dick Marty when he presented the report on organ trafficking in front of the European Parliament.
Organ trafficking is the central theme of your book …
I wanted to show that those who after the NATO bombing campaign came in power in Kosovo are connected with organized crime and their brutality exceeds everything imaginable. I can understand when Lorenzi and Danzan say they are not interested in finding where the money comes from. In all wars, terrorists that are transferred in “freedom fighters” have the money that comes from somewhere. But this is not just a classic organized crime, trafficking of cigarettes, cars, gasoline. That exist as well, but they go much further. Organ trafficking is so symbolic that I took it as the main thread of the book in order to show, on one hand, which profile of people took over the power, and the other side to point out to the responsibility of the West which brought them to power, despite the fact that they knew what they were able to do. They knew it for the long time, at least since the beginning of the 2003, as evidenced by the documents that I presented.
How is it possible that no government reacted and opened an investigation into allegations made by Dick Marty?
This war was fought in the name of values, in the name of morality. It was illegal, but legitimate, supposedly justified because of the need to prevent genocide. If Westerners recognize that the Serbs suffered the crimes of so monstrous proportions that would mean questioning their own decisions, the whole phraseology used by them, calling into question the very roots of the war. Everything was done to quell the affair and it is the case today. If two Swiss kamikaze, Dick Marty and Carla Del Ponte, wouldn’t appear, that issue would not be discussed. They might actually be able to suppress the story, but will encounter obstacles. After the Marty’s report, which is the result of an investigation led by Carla Del Ponte, is not easy to stop it.